Presidente Monti, un taglio indolore per vedere le stelle

In risposta all’appello del governo Monti che chiede ai cittadini di segnalare possibili tagli alla spesa pubblica, il 2 maggio alle ore 9,07 è arrivato alla Presidenza del Consiglio un suggerimento che può far risparmiare alcune centinaia di milioni di euro l’anno migliorando per di più la qualità della vita. Si tratta di fare ciò che ciascuno di noi fa in casa propria: spegnere la luce quando non serve. La proposta viene dall’Associazione CieloBuio, che da molti anni si batte contro quell’inquinamento luminoso che ci impedisce di vedere le stelle (foto), cioè il paesaggio della notte e l’universo nel quale viviamo.

Oggi in Italia la spesa energetica per la sola illuminazione pubblica tocca il miliardo di euro. Rispetto agli altri paesi europei, la nostra situazione è paradossale. Benché sia quasi priva di fonti proprie per la generazione di energia elettrica, l’Italia si classifica tra i paesi più spreconi, seconda sola alla Spagna.

Per l’illuminazione pubblica il nostro paese consuma pro capite più del doppio della Germania e quasi il triplo di Gran Bretagna, Olanda e Irlanda. Queste le cifre esatte del consumo annuo pro capite in kilowattora: Spagna: 116; Italia 106 (dati Terna); Francia 80; Germania 48; Gran Bretagna 42; Olanda 40; Irlanda 40.

CieloBuio ( www.cielobuio.org ) suggerisce al governo di adottare queste semplici misure di buon senso:
a) lo spegnimento di tutti gli impianti di illuminazione pubblica al di fuori del limite urbano delle città;
b) lo spegnimento delle luci per i monumenti e gli edifici storici dopo le 23;
c) l’uso a pieno regime dei riduttori di flusso, laddove esistenti, durante l’intero arco della notte; in assenza di riduttori, attuare durante l’intero arco della notte il punto seguente:
d) lo spegnimento di metà dei punti luce delle strade italiane dopo le ore 23 (sono il doppio di quelli della maggioranza delle altre nazioni europee).
e) lo spegnimento degli impianti dei privati non connessi alla produzione;
f) una modifica del meccanismo perverso che permette l’escalation del numero di punti luce nelle nuove urbanizzazioni;
g) imposizione di una tempistica per ottenere, entro il 2015, il dimezzamento dei consumi, ovvero di un consumo pro capite di 50 kWh/anno o meno e di un flusso luminoso pro capite di 1000 lumen, da diminuire ulteriormente negli anni successivi;
h) imposizione di efficaci norme tecniche per la limitazione dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico anche nelle regioni oggi prive di normative valide.

I vantaggi di questi interventi non consistono solo nel risparmio di qualche centinaio di milioni l’anno. Poiché l’Italia dipende al 90 per cento dall’importazione di fonti energetiche (petrolio, metano, carbone), ne avrebbe un grande beneficio la bilancia dei pagamenti. Inoltre ogni kilowattora risparmiato corrisponde a una minore emissione di anidride carbonica (circa 400 grammi con l’attuale mix energetico) e altri inquinanti causa di effetto serra e di danni alla salute. Dal punto di vista estetico e culturale, infine, non è da sottovalutare la riconquista dello spettacolo del cielo stellato, almeno in certe ore della notte e fuori delle grandi città.

Se si facesse qualcosa, saremmo in buona compagnia. In Francia dal 1° luglio dovranno essere spente le insegne luminose, in Liechtenstein a una cert’ora vengono spente le luci, Taiwan ha messo una tassa sull’inquinamento luminoso, negli Stati Uniti in diverse città restano accesi i lampioni solo agli incroci….diverse città italiane e in Europa stanno iniziando a spegnere impianti nei parchi pubblici e nelle circonvallazioni/rotatorie di periferia. Insomma, la spesa per l’illuminazione pubblica è sentita e molti enti locali riceverebbero volentieri un “via” dal governo per fare la scelta di spegnere gli impianti superflui.

La proposta di CieloBuio è particolarmente importante per il Piemonte. Infatti, mentre quasi tutte le altre regioni d’Italia hanno leggi sull’inquinamento luminoso abbastanza buone, il Piemonte e la Valle d’Aosta hanno leggi pessime. Su questi territori, il risparmio sarebbe particolarmente significativo. Una classe politica locale sensibile al buon uso del denaro pubblico, dovrebbe quindi dare pieno appoggio alla proposta di CieloBuio. Pensate che lo farà? Ora che il presidente Cota è scomparso dal “cerchio magico”, forse risiede un po’ di più sul territorio che dovrebbe amministrare, e dunque vorrei essere ottimista. Tra l’altro, una proposta di emendamento della legge piemontese sull’inquinamento luminoso giace da tempo in Consiglio regionale.

Se volete fare qualcosa per far quadrare i conti italiani e riprenderne in mano le sorti, ecco i link per fare le vostre segnalazioni e far sentire la vostra voce al governo:

www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html

www.governo.it/spendingreview/RedWeb_Form.htm

http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/il-cielo/articolo/lstp/453101/

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